COMUNICATO STAMPA
RISCHI CATASTROFALI, CENTRO CONSUMATORI ITALIA: “NO A UNA NUOVA TASSA MASCHERATA A FAVORE DELLE ASSICURAZIONI E A CARICO DELLE FAMIGLIE”
Roma, 6 luglio 2026 –
Centro Consumatori Italia APS/ETS
esprime netta contrarietà e forte preoccupazione in merito alle recenti dichiarazioni del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e del Ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, riguardo all’estensione obbligatoria delle polizze assicurative contro le catastrofi naturali per le abitazioni private.
Quella che viene presentata come una misura di tutela si traduce, nei fatti, in un vero e proprio prelievo forzoso sulle tasche dei cittadini, volto a scaricare lo storico deficit dello Stato nella prevenzione del territorio direttamente sui bilanci familiari.
“Non possiamo accettare che la sicurezza del patrimonio abitativo venga privatizzata e trasformata in un affare miliardario a favore delle grandi compagnie assicurative”, dichiara l’associazione. “Imporre un obbligo di assicurazione, partendo da chi ha usufruito del Sismabonus per poi estenderlo a tutti, significa istituire una nuova tassa sulla casa. Questo accade in un momento economico già critico per milioni di nuclei familiari.”
I dati e le stime sui costi reali per gli utenti evidenziano l’insostenibilità della misura:
• Fino a 600 euro all’anno a famiglia: Secondo le analisi di mercato, una polizza casa completa che includa la copertura per eventi catastrofali e terremoti fa lievitare il premio medio a una cifra compresa tra 400 e 600 euro l’anno.
• Il “prezzo base” è un’illusione: Anche considerando la sola estensione minima per i rischi catastrofali calcolata dai dati statistici ANIA (pari a circa 85-127 euro netti), la cifra è destinata a moltiplicarsi se sommata alla polizza incendio base (altri 115 euro medi) e caricata delle tasse, dei rincari commerciali e dei profitti delle compagnie.
• La trappola di franchigie e scoperti: I contratti attuali prevedono spesso franchigie pesantissime. In molti casi il risarcimento scatta solo dopo che i danni superano i 10.000 euro, lasciando i piccoli e medi danneggiamenti interamente a carico delle famiglie già impoverite dal pagamento del premio.
• Incentivi insufficienti: I bonus statali ipotizzati (fino a un massimo di 100-150 euro di sconto) coprirebbero solo una frazione minima della spesa complessiva, configurandosi come un mero sussidio pubblico indiretto per spingere i cittadini verso il mercato assicurativo privato.
Centro Consumatori Italia evidenzia inoltre che le famiglie che vivono nelle aree classificate a maggior rischio idrogeologico o sismico – proprio quelle che avrebbero più bisogno di tutela – subiranno i rincari più pesanti dalle compagnie, subendo una ingiusta discriminazione economica basata sulla residenza. Inoltre, il sistema della riassicurazione pubblica tramite SACE dimostra che lo Stato interviene per garantire la stabilità delle assicurazioni, lasciando ai cittadini l’onere dei premi ordinari.
L’associazione chiede un immediato dietrofront da parte del Governo e l’avvio di un tavolo di confronto con le rappresentanze dei consumatori. L’obiettivo deve essere un piano strutturale di prevenzione pubblica, finanziato dalla fiscalità generale e non da balzelli obbligatori a beneficio dei privati.
Il Presidente di
Centro Consumatori Italia
Rosario Trefiletti
