COMUNICATO STAMPA 16-06-2026
NUCLEARE? QUALE? NO QUELLO A FISSIONE UN CONVINTO SI’ QUELLO A FUSIONE
Ma i nostri responsabili istituzionali non potrebbero farsi consigliare, prima di assumere decisioni politiche loro spettanti, dai nostri centri di eccellenza scientifica che esistono nel Paese, prima di prendere decisioni in materie così delicate e complesse quale quelle relative del ritorno al Nucleare? Non solo abbiamo premi Nobel come Parisi, che oltretutto sul prospetto Governativo ne contesta costi, tempi e metodi, ma esiste il CNR o l’Istituto di Fisica Nucleare Italiano che potrebbero consigliare al meglio su tale questione. Addirittura si arriva a decisioni Parlamentari, con una legge che risulta essere quella della riproposizione del Nucleare a fissione, che utilizza ovviamente quale materia prima l’Uranio. Sappiamo per certo che questo tipo di produzione costituisce una filiera assai pericolosa, inquinante per l’Uomo e per l’Ambiente oltre che per il lascito di scorie radioattive, problema ancora irrisolto in Italia, che necessita di particolarissime, complicate e costose attenzioni per il loro accantonamento. Per tutto ciò, nel nostro Paese si consacrò nel 2011, tramite Referendum, con percentuali schiaccianti, l’abbandono di tale sistema, anche alla luce dei disastri occorsi sia negli Stati Uniti, che in Ucraina e in Giappone. Inoltre, si sa che percorrendo la strada dei reattori ad Uranio, anche se di nuova generazione, l’utilizzo eventuale di questa metodologia ancorchè aggiornata da nuove tecnologie comporterà tempi lunghissimi, si parla attorno al 2035-2040 per produrre soltanto dal 3 al 10% del nostro fabbisogno energetico. Ma chi affronta questa delicatissima tematica, non conosce che esiste, a detta della scienza, già utilizzabile con gli stessi tempi, un altro metodo basato sulla fusione Nucleare? per intenderci quella che avviene nel nostro Sole e che, a differenza del processo di fissione produce Energia pulita, non pericolosa senza scorie e praticamente illimitata? Questa sciocchezza me ne ricorda un’altra, quando negli anni 2000 puntammo tutto sulla produzione di televisori a tubo catodico e stavano già arrivando quelli a schermo piatto che li spazzarono via tutti. Non commettiamo ancora errori attraverso visioni sorpassate che forse vanno bene a qualche amico ma non al Paese – dichiara Rosario Trefiletti Presidente CCI.
