COMUNICATO STAMPA
Roma, 18 giugno 2026 –
Centro Consumatori Italia APS – ETS esprime la più totale contrarietà e profonda preoccupazione in merito all’entrata in vigore della riforma doganale dell’Unione Europea che introduce un dazio forfettario transitorio di 3 euro su tutte le micro-spedizioni e-commerce di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra-UE.
Dietro la parvenza di una misura di “armonizzazione del mercato” e di contrasto alla concorrenza sleale, si cela in realtà un provvedimento iniquo, burocratico e profondamente dannoso per le tasche dei cittadini, in particolare per le fasce di popolazione a reddito più basso.
Centro Consumatori Italia contesta la manovra sulla base di quattro punti fondamentali:
1. Violazione flagrante del principio di progressività ed equità fiscale: Una tassa fissa di 3 euro su un bene dal valore di 2 o 5 euro rappresenta un rincaro percentuale esorbitante (fino al 150%), che si configura come un tributo di natura regressiva. Questa impostazione viola lo spirito dell’Articolo 53 della nostra Costituzione, secondo cui il sistema tributario deve essere informato a criteri di progressività e capacità contributiva. Chi ha meno disponibilità economica ed è costretto a ricorrere a canali d’acquisto low-cost viene penalizzato in modo sproporzionato rispetto a chi effettua acquisti di importo elevato.
2. Il paradosso dei 150 euro e lo sbilanciamento del mercato: La norma crea un cortocircuito inaccettabile: sopra i 150 euro si applicano le tariffe ordinarie che, per intere categorie come la tecnologia e l’elettronica di consumo, prevedono dazi allo 0%. Il risultato è grottesco: un cittadino che acquista uno smartphone da 300 euro non pagherà alcun dazio, mentre un cittadino che acquista un cavetto di ricarica da 2 euro subirà il raddoppio del prezzo a causa del balzello fisso.
3. Un finto protezionismo che arricchisce i soliti noti: L’idea che questa tassa protegga il commercio al dettaglio europeo è una pura illusione burocratica. Le grandi piattaforme globali hanno già aggirato l’ostacolo istituendo colossali hub logistici all’interno dei confini UE o consolidando i loro flussi. L’unico effetto pratico sarà quello di spingere i consumatori tra le braccia dei grandi network multinazionali (in primis Amazon), gli unici dotati delle infrastrutture tecnologiche per assorbire la burocrazia doganale. 4. La scure sui piccoli venditori indipendenti: Questo provvedimento rappresenta una condanna a morte commerciale per le piccole realtà indipendenti, gli artigiani esterni ai grandi circuiti e il mercato del collezionismo e delle nicchie specialistiche. L’assenza di sistemi integrati di sdoganamento (IOSS) per i piccoli operatori costringerà i consumatori a pagare, oltre al dazio, anche le esose spese di gestione fisse dei corrieri, azzerando di fatto la libertà di scelta e la concorrenza.
