COMUNICATO STAMPA      17/03/2026

Comunicati Stampa

GUERRA IRAN AVANZA IL PESSIMISMO. OLTRE COSTI ENERGIA AUMENTANO COSTI DERIVATI DALLA PETROLCHIMICA

Oltre alle gravissime ripercussioni che la guerra scatenata contro l’Iran sta realizzando in termini di morti, feriti e distruzioni, vi saranno anche effetti importanti sulle ricadute che saranno apportate alle economie Europee e quindi italiane, causate da aumenti importanti dei prezzi di Petrolio e Gas che influiranno sia sui costi diretti nei processi di trasformazione industriale, sia sulle Bollette e sia per l’aumento dei costi dei carburanti sul trasporto merci. Ma vi è di più. Infatti vogliamo ricordare che del Petrolio una delle sue componenti è la Virgin Naphta che sta alla base di tutti i prodotti del settore Petrolchimico che produce una miriade di beni di Mercato: dalle plastiche ai detergenti, dagli oli lubrificanti alle filature acriliche, dai concimi agli isolanti ecc. ecc. sino anche alcuni prodotti farmaceutici. Ebbene nelle ultime settimane tale materia fondamentale è cresciuta del 71%. Permanendo una tale situazione Geopolitica non si può più ipotizzare una semplice previsione ottimistica che porti ad un aumento dell’inflazione generale solo del 1-1,5% bensì ad una più realistica del 2,5-3%. Tali ricadute negative peseranno sulle famiglie, già stressate nel loro potere di acquisto, circa 850 – 900 Euro annui in più ( oltre 22 MILIARDI ). Non vogliamo ipotizzare scenari peggiori, sarebbe una catastrofe per le famiglie e per l’intera nostra economia – sostiene Rosario Trefiletti Presidente C.C.I.