sabato, Maggio 18, 2024
Comunicati StampaEconomia

DECRETO LAVORO GIUDIZIO NEGATIVO

Se venissero confermate le indiscrezioni sul Decreto Lavoro il nostro giudizio si confermerà completamento negativo. Infatti l’attuale situazione socio-economica registra: il taglio effettuato sulla “perequazione” delle pensioni che farà perdere in misura strutturale, per circa 4 milioni di pensionati, 950 € annui del loro potere di acquisto. Una perdita di reddito dei salari reali nel nostro paese che registra una riduzione del 6%, solo nel 2022, collocandoci in graduatoria ultimi in Europa. Un aumento sia degli affitti per l’abitazione dell’11% nonchè un aumento medio delle rate dei mutui di circa 3000 € all’anno. Una inflazione che persistendo pervicacemente si assesterà nel biennio 2022-23 a circa il 15% ( 8,1% + 7% in previsione ). Con le bollette in aumento a causa del ricarico su loro degli Oneri Generali di Sistema, come avevamo già denunciato. Tutto ciò comprova come la situazione delle famiglie sia decisamente deteriorata. A riprova di ciò, si registrano minori consumi sia in quantità che nella loro qualità, nell’intero settore agroalimentare. Si rende perciò necessario non interventi parziali ed insufficienti sui redditi da lavoro con un taglio al cuneo fiscale che porterà minimi aumenti attorno a 15/20 euro mensili per i bassi redditi, ma ben altri recuperi, attraverso importanti detassazioni. Inoltre, decisione gravissima, in una situazione in cui la povertà raggiunge 5,5 milioni di cittadini, il taglio e la modifica in peggio dello strumento fondamentale di contrasto come il reddito di cittadinanza. Quello che invece noi auspichiamo, oltre la modifica profonda al decreto che giudichiamo insufficiente e sbagliato, è che in una giornata in cui si celebra il lavoro si cessi con le chiacchiere e si lavori per dare celermente corso agli investimenti previsti nel PNRR dando così maggiore impulso all’economia, ad un diverso sviluppo socio-economico del paese, per poter offrire lavoro ai nostri concittadini, soprattutto alle  fasce più giovani  della popolazione – dichiara Rosario Trefiletti Pres. C.C.I.

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